Riabilitazione

Ogni proprietario di cavalli sportivi in carriera si è trovato prima o poi ad affrontare il problema di come gestire un incidente o una malattia e il successivo periodo di guarigione del proprio "atleta". Dopo che un cavallo s'infortuna o si ammala ha necessariamente bisogno di un periodo di riposo che il proprietario può organizzare in vari modi. Come è stato di uso comune fino a poco tempo fa, si può tenere il cavallo fermo in box per settimane o mesi, facendolo magari passeggiare a mano qualche minuto al giorno. Questo è un sistema economico, di concezione ormai antiquata, che in certi casi può rivelarsi controproducente.

Una valida alternativa può essere far intraprendere al cavallo un vero e proprio percorso riabilitativo seguito da veterinari e operatori sanitari competenti in una struttura adeguata. In questo modo s'interviene nella prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, congeniti o acquisiti.

È ormai scientificamente dimostrato che tenere un cavallo atleta infortunato, abituato ad un regime di lavoro quotidiano di un certo tipo, completamente a riposo per lunghi periodi può essere controproducente, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

La cura quotidiana a 360 gradi (dall'alimentazione al lavoro, dal riposo alle terapie), in una struttura sanitaria dedicata proprio alla riabilitazione, accorcia i tempi di recupero e favorisce una rapida ripresa delle attività agonistiche, riducendo la possibilità di recidive.

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